Curiosità sul Carnevale di Venezia 2023

A causa del Covid-19 alcuni eventi potrebbe essere annullati o subire modifiche. Consulta il sito ufficiale del Carnevale di Venezia prima della partenza.

Il Carnevale di Venezia è, insieme al Capodanno veneziano, uno degli eventi più importanti della città. Ogni anno la festa, attira migliaia di turisti, provenienti da tutte le parti del mondo, che si riversano nelle calli colorate e festose della Serenissima.



Le origini del Carnevale veneziano sono antichissime, e nonostante i cambiamenti, subiti negli anni, continua a essere tra gli eventi più celebri e affascinanti d’Italia. All’evento sono legati aneddoti, storie e molte sono le curiosità sul Carnevale di Venezia.

Storia del Carnevale di Venezia

La storia del Carnevale di Venezia inizia nel 1296, quando un editto emanato dal Senato della Repubblica dichiara festivo il giorno precedente all’inizio della Quaresima. La parola Carnevale però, circola nella città già dal 1094 con il significato di “divertimento”.

L’evento si ispira a rituali primitivi: feste con musica e balli che si svolgevano in Grecia e nella Roma antica, al grido di “una volta all’anno è lecito non avere freni”.

Il Carnevale è un’occasione per annullare, grazie alle maschere, le divisioni sociali, una festa per liberarsi da tensioni, malumori, e divertirsi senza il peso della propria identità.

Passato e presente del Carnevale di Venezia

Tra Quattrocento e Settecento, la festa iniziava la prima domenica di ottobre, raggiungendo l’apice a pochi giorni dalla Quaresima. In questo periodo attività e affari passavano in secondo piano, e la città si trasformava in un grande teatro di spettacoli e eventi.

Nel 1797 però, il Carnevale di Venezia si ferma, la dominazione austro-francese non vede positivamente l’evento, a essere concesse sono solo le feste in palazzi privati, e il Ballo della Cavalchina presso il Teatro la Fenice.

Solo verso la seconda metà del ‘900 l’evento torna a rifiorire, grazie anche alla valorizzazione di vecchie tradizioni come il Volo dell’Angelo e la Festa delle Marie, riletti in chiave moderna.

Oggigiorno il Carnevale di Venezia inizia il sabato precedente al Martedì Grasso, e per undici giorni la città si trasforma: festa, colori e maschere invadono le calli, in un’atmosfera di allegria e divertimento.

Curiosità sul carnevale di Venezia

La festa, così antica e importante per la Serenissima, porta con sé diversi aneddoti, molteplici sono infatti le curiosità sul Carnevale di Venezia.

La prima riguarda l’importanza che la festa aveva per la città. Si pensi che il Carnevale ai tempi della Serenissima non poteva essere interrotto, tant’è che la morte del doge Paolo Renier, avvenuta a metà febbraio, venne resa pubblica solo il giorno successivo alla fine dei festeggiamenti, perché nulla e nessuno poteva porre fine al divertimento.

Una seconda curiosità sul Carnevale di Venezia riguarda il suo significato più profondo. La festa aveva il compito di annullare le gerarchie sociali, e tutti durante i festeggiamenti tutti potevano diventare la persona che volevano a patto che ciò venisse comunicato al Doge.

Eventi principali del Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia, a differenza del Carnevale di Cento e Viareggio, non prevede sfilate di carri mascherati tra le vie della città, anche per questioni logistiche.
Sono spettacoli, cortei di maschere tra le calli, a dominare l’evento nella Serenissima.

Il fulcro dei festeggiamenti è Piazza San Marco, che in occasione del Carnevale si trasforma in un grande palcoscenico: spettacoli e balli animano la piazza, incantando gli occhi di centinaia di turisti e non solo.

Due sono gli eventi tradizionali che annualmente si svolgono durante questi giorni: la Festa delle Marie e il Volo dell’angelo.

La festa delle Marie

La Festa delle Marie ha origini antichissime, ripristinata nel 1999, vede sfilare dodici ragazze, nel pomeriggio del primo sabato precedente al Martedì Grasso. Dirette verso piazza San Marco, le 12 Marie sono accompagnate da musicisti e sbandieratori, in una grande parata tra le calli.

Nel palcoscenico di Piazza San Marco, una giuria selezionata, ha il compito di eleggere tra le 12 ragazze, la Maria più bella, vincitrice di un ricco premio.

Il Volo dell’angelo

Il giorno successivo, la domenica, centinaia di nasi all’insù, attendono il Volo dell’Angelo.
Una tradizione antica che consiste nel far scendere dal Campanile di San Marco verso la piazza un’angelo.

A questo particolare evento si lega una curiosità sul Carnevale di Venezia. Si pensi che la tradizione risale al ‘500, quando un acrobata per la prima volta camminò su un filo sospeso sopra la gente riunita in piazza San Marco. L’uomo dalla torre campanaria raggiunse una gondola ormeggiata nell’acqua, portando prima un dono al doge. Il gesto prese il nome di Svolo del Turco, e con gli anni per motivi in primo luogo di sicurezza mutò, diventando il celebre Volo dell’Angelo.

In seguito al ripristino del Carnevale di Venezia, a volare dal campanile era un uccello meccanico, che liberava coriandoli e caramelle tra la folla. Nel 2001, il volatile venne sostituito da una donna imbragata, e ancora una volta lo spettacolo cambiò nome in: Volo della Colombina.

Il martedì Grasso

Il Carnevale di Venezia termina con il Martedì Grasso, giornata in cui i festeggiamenti “esplodono”, e Venezia viene invasa da migliaia di maschere colorate.

Nel palcoscenico principale di tutta la festa, Piazza San Marco, viene eletta la maschera più bella dell’anno, tra spettacoli, musica e balli, si attendono i fuochi d’artificio, lo spettacolo che chiude il sipario del Carnevale veneziano.

Le migliori maschere

Oltre agli eventi, le protagoniste del carnevale veneziano sono le maschere. “Buongiorno Siora maschera”, era questa una delle frasi più pronunciate in passato durante i mesi del Carnevale. Travestimenti illusori che permettevano di vivere un’altra vita, di sentirsi liberi, queste erano e a questo servivano le maschere.

Nate dalla Commedia dell’Arte grazie a figure come Carlo Goldoni, le maschere sono ancora oggi uno dei simboli di Venezia, ma quali sono le più celebri?

Le maschere antiche

La maschera più famosa e utilizzata in passato era la bauta. Una maschera bianca, che permetteva anche di bere e mangiare grazie alla sua particolare forma dal mento appuntito. Indossata da uomini e donne, a completare il travestimento erano il laricorno, un copricapo nero a tre punte, e un mantello.

Le donne poi, erano solite indossare la moretta, una maschera in velluto di colore scuro dalla forma tonda che veniva sorretta grazie ad un bottone tenuto in bocca. Il travestimento rendeva impossibile parlare, motivo per cui oggi è poco utilizzata.

Diffusa tra i giovani veneziani era la maschera gnaga, che richiamava nell’aspetto una gatta. I giovani si travestivano da donna, e volutamente marcavano il suono della loro voce. A completare il costume era un cesto portato sotto braccio, contenente un gatto.

Infine, una delle maschere, ancora oggi molto utilizzate, è quella del medico della peste. A questa maschera si lega una particolare curiosità sul Carnevale di Venezia. In origine infatti, il travestimento veniva utilizzato dai dottori per visitare gli ammalati di peste: formato da un lungo becco aquilino, al cui interno c’era un filtro con sali e erbe aromatiche, “isolava” l’olfatto del medico dallo sgradevole odore. Con il passare degli anni il costume ha perso il suo originale utilizzo, acquisendo un valore scaramantico ed esorcistico verso le malattie.

Le maschere moderne

Come visto nel precedente paragrafo, alcune maschere negli anni sono state accantonate. In sostituzione ai vecchi costumi, nuovi volti sono entrati tra i simboli del Carnevale di Venezia come:

Arlecchino: le origini di questo travestimento non sono veneziane, ma bergamasche, nonostante questo, durante il Carnevale di Venezia non è raro trovare tra le calli persone travestite da Arlecchino.
Il costume tutto colorato, rispecchia al meglio lo spirito della festa, e può essere indossato sia dai grandi che dai piccini.

Pantalone: è l’allusione al mercante veneziano, che contribuisce grazie ai commerci all’arricchimento della città. Una figura astuta, avara è l’unione tra buono e cattivo.

Colombina: costume prediletto da molte ragazze, la figura di Colombina è tra le più celebri del Carnevale di Venezia. Una vivace e briosa servetta nata dalla Commedia dell’Arte, è tra le rare figure femminili del teatro. Come in Pantalone, anche nell’immaginario della ragazza, si fondono buono e cattivo.

Nonostante i nuovi e vecchi travestimenti, ogni anno per il Carnevale di Venezia, viene scelto un tema specifico, e molti travestimenti si rifanno proprio a questo. Tema e programma della festa, sono consultabili nel Sito Ufficiale del Carnevale di Venezia, dove potete trovare molte informazioni utili.

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